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Ricordare il Battesimo, nel giorno di San Giovanni

dicembre 11, 2011

Il Battistero torna a essere per una sera il luogo simbolo del sacramento battesimale, così come è stato in passato.  E la scelta è caduta su una giornata fortemente simbolica, quella in cui si festeggia il patrono San Giovanni.  Con questa iniziativa, voluta dall’Opera del Duomo e dall’Arcidiocesi di Firenze, tutti i bambini che sono stati battezzati nell’anno 2010 si ritroveranno nel Battistero il 24 giugno (alle 18.30) per una cerimonia di «ricordo» del sacramento ricevuto, guidata dall’Arcivescovo di Firenze Monsignor Giuseppe Betori.

Il senso dell’iniziativa, quindi, è quello di rinnovare «il binomio tra identità ecclesiale e civile che ha costruito questa città — dice l’Arcivescovo — e che ha molto da dire alla Firenze contemporanea», affinché ci si possa sentire «parte di un’unica comunità, religiosa e cittadina».  Un’identità che passa proprio attraverso i monumenti: «Così come Dante divenne fiorentino nel ‘‘Bel San Giovanni’’, anche per te oggi si riafferma un legame speciale con la Chiesa attraverso il Battistero e la Cattedrale», ha scritto l’Arcivescovo nel messaggio di saluto alle famiglie.

Ma Dante non è l’unico «battezzato eccellente»: nei registri conservati nell’archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore appaiono altri nomi illustri, da Niccolò Machiavelli ad Amerigo Vespucci, dalla Gioconda Lisa Gherardini a Cosimo I de’ Medici.  Fino ai sinodi diocesani del 1935 e del 1945, infatti, tutti i cristiani nati a Firenze ricevevano il primo sacramento esclusivamente tra le pareti del Battistero e i loro nomi non andavano certo perduti.  La serie dei registri battesimali fiorentini è particolarmente antica se confrontata con quelle di altre città perché, sebbene l’obbligo di registrare i battezzati in una sorta di «anagrafe» religiosa venne sancito dal Concilio di Trento nel 1563, i rettori del Battistero di San Giovanni cominciarono ad annotare i battezzati fin dal 4 novembre 1450.  Uno dei primi nomi illustri fu quello di Amerigo Vespucci, facilmente distinguibile in quel lungo elenco da un piccolo simbolo disegnato accanto al suo nome: un mappamondo con una freccia sulla quale c’è scritto «trovatore delle nuove Indie».  Dal 1474 la registrazione passò su piccoli quaderni mensili, ma tutti i nomi venivano successivamente trascritti a intervalli più lunghi in grandi libroni.  E così fino a oggi: nell’archivio dell’Opera del Duomo sono custoditi i registri dal 1450 al 1900, mentre quelli successivi sono conservati nella Curia Vescovile.   La cerimonia del prossimo venerdì, quindi, assume anche un significato di recupero «storico» del monumento: «La missione dell’Opera di Santa Maria del Fiore — dice il suo presidente Franco Lucchesi — non è solo quella di conservare il patrimonio, ma anche di rendere consapevoli i fiorentini del legame tra fede e cultura che monumenti come il Battistero esprimono».  Durante la serata ci sarà un momento di letture e preghiere guidate dall’Arcivescovo che concluderà la cerimonia con la benedizione dei presenti con l’acqua del fonte battesimale.  Ciascun battezzato riceverà una medaglietta in argento con l’effige di San Giovanni, da un lato, e lo stemma dell’Opera del Duomo, dall’altro, oltre al saluto di Monsignor Betori il quale, infine, ha annunciato che battezzerà personalmente in Battistero due volte l’anno (la prima domenica dopo l’Epifania e la prima domenica di giugno).

Paola Monticelli

Articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino il 18/06/2011

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