Così ho disegnato Saigon. L’ho scoperto su Google Earth
Riconoscere la propria «firma» tra i viali, le piazze, i quartieri di una città lontana. Potenza del web. E di quell’applicazione che si chiama Google Earth. È quello che è successo all’architetto aretino Pier Lodovico Rupi che, a vent’anni di distanza, ha scoperto su Google che per ricostruire la cittadà vietnamita di Ho Chi Minh, l’ex Saigon, era stato utilizzato un suo progetto urbanistico datato 1990.
Una scoperta del tutto casuale: «mi piace l’idea di poter viaggiare grazie ad internet, lo trovo un gioco molto divertente. Qualche mese fa, dopo aver visto la mia casa, le strade del mio quartiere, ho digitato per caso Ho Chi Minh. E su quello schermo la pianta della città mi è sembrata subito familiare. Ho ricercato le vecchie tavole di quel progetto e ho scoperto che corrispondeva alla perfezione», racconta Rupi.
Nel 1989 era stata una società milanese, la S.C.S.P., a commissionargli la progettazione del piano urbanistico della vecchia Saigon, distrutta dalla guerra del Vietnam. Rupi si mise subito a lavoro, non era nuovo a «imprese architettoniche» all’estero: ha lavorato in Palestina, Israele, Marocco. Un anno dopo il nuovo volto di Ho Chi Minh era stato ricostruito, almeno sulla carta: uno schema urbanistico che rispettava le origini della città e che aveva il suo fulcro nel fiume Saigon. «L’avevo ricostruita in uno stile ottocentesco. Essendo attraversata dal fiume, lo schema era piuttosto rigido, geometrico, con grandi vialoni e un elemento centrale costituito da una grande piazza. Ho Chi Minh non aveva avuto il grande sviluppo di altre cittadine, non c’erano grattacieli. I piccoli gruppi di casupole ne facevano una città con una trama d’aria molto forte che non volevo snaturare». Una volta pronto il progetto, Rupi lo consegnò al committente, con relativa fattura, e fu pagato: «non tanto per la mole di lavoro che facemmo: 10 milioni di lire», ricorda il settantanovenne architetto aretino. Non ne ebbe poi più notizia: «vent’anni fa macinavo un gran numero di lavori. Una volta finito uno, era già tempo di cominciarne un altro. Il referente dell’azienda milanese per quel progetto aveva avuto un grave lutto familiare e, in quella circostanza, non mi andava di continuare a chiamarlo per avere notizie di Ho Chi Minh». Così Rupi, sommerso dal lavoro (il restauro delle mura di Lucca, il parcheggio interrato di Piazza Stazione a Firenze e la piazza Natività di Betlemme, tra gli altri), dimenticò la vecchia Saigon. Fino a pochi mesi fa, quando Google Earth ci ha messo lo zampino. Adesso Rupi ha intenzione di ricontattare la società milanese che gli commissionò il lavoro per farsi raccontare come quelle sue tavole si sono trasformate in una città.
Paola Monticelli
Articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino il 9/02/2011