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La città scomparsa (in foto e sul palco)

novembre 4, 2011

I ricordi in bianco e nero di Firenze catturati dalla macchina fotografica di Cesare «Red» Giorgetti e uno spettacolo teatrale dei «Diversamente recitanti» che dal palco del Teatro del Cestello proveranno a dipingere una «Veduta dal Pignone». Sono queste le iniziative del progetto «Memorie fiorentine», voluto dall’Associazione culturale Navicellai e con il patrocinio del Comune, della Provincia e della Mediateca Regionale Toscana.

Il filo conduttore può essere soltanto uno: portare alla luce squarci di una Firenze che non c’è più. E le immagini della città che è stata sono quelle dell’occhio fotografico di Cesare Giorgetti, meglio conosciuto come Red Giorgetti, soprannome che gli fu cucito addosso dagli americani con i quali lavorò come interprete durante il secondo conflitto mondiale. I capelli rossi ci sono ancora oggi. Così come quella urgenza di «testimoniare»: «Non ho avuto un rapporto viscerale con la macchina fotografica. Per me era soprattutto uno strumento attraverso il quale essere testimone dei tempi», ricorda il fotografo. Sue sono le immagini del rifugio antiatomico in piazza della Repubblica, quelle del tram che passa accanto alla Porta alla Croce di piazza Beccaria e quelle dei ruvidi scontri del calcio storico. Istantanee come queste, tra le più belle del fotoreporter di Paese Sera e de L’Unità, saranno raccolte in una mostra da lunedì (fino ai primi giorni di giugno) in tutti i cinema, eccetto le multisale e i cinema Flora e Fiorella. Ma grazie alla collaborazione di alcune Case del Popolo dell’Oltrarno, la mostra verrà allestita anche nello storico circolo della Rondinella, nella Casa del Popolo del 25 Aprile, in quella di San Bartolo a Cintola e alla Biblioteca dell’Isolotto.

Ma le «memorie fiorentine» rivivono anche a teatro. Con uno spettacolo che prende il nome da un dipinto di Gaspar Van Wittel, attualmente esposto a Palazzo Pitti. «Veduta dal Pignone» è una commedia dei «Diversamente recitanti», il gruppo di fiorentini doc che ha prodotto il documentario «Cinema Universale d’Essai», evento cult dello scorso anno, e che oggi torna a far sentire la propria voce «in un’epoca in cui la memoria storico-sociale sembra non avere più importanza, appiattita da social network e applicazioni tecnologiche di tutti i tipi». Lo spettacolo, in scena al Teatro del Cestello il 2, il 3 e il 4 giugno (ore 21.15), è una sorta di commedia dell’arte umana, scritta da Matteo Poggi con la collaborazione di Maurizio Pistolesi, dove dirigenti, postini, giornalisti, vigili urbani, calcianti del calcio storico, interpretano se stessi, facendo rivivere il quartiere dell’Oltrarno, e con esso un pezzo di vita sociale della città. Un intreccio tra storia, aneddoti e vita vissuta da «quelli del Pignone». E che vedrà un cameo di un attore noto al grande pubblico. Ma il suo nome però verrà svelato solo la sera della prima.

Paola Monticelli

Articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino il 28/02/2011

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